venerdì, aprile 07, 2006

IL SEGNO DI UNA RESA INVINCIBILE

Andrea Pazienza. Uno dei tanti artisti come Tondelli,Keith Haring della generazione del '77 di cui abbiamo visto fiorire una pura,grande,incontaminata energia creativa, tanto intensa quanto breve nel tempo. Tutti morti,giovani, fagocitati da un estro fulminante che li ha resi incompatibili con una vita troppo banale e monotona.
La vicinanza col movimento è fortissima,linguaggi,ambientazioni,personaggi,storie. Parallellamente alla nascente stagione di lotte,iniziava una nuova storia a fumetti,innovativa, intrisa di atmosfera-vita di quegli anni.
Il protagonista è il narratore, Andrea Pazienza detto Pentothal.
Pazienza ha lasciato pagine memorabili di letteratura applicata al fumetto,da "Il Male" a "Frigidaire",a "Linus" e "Alter Alter", ogni volta inventando personaggi nuovi e diversi:da Zanardi, un violento,spacciatore,ladro,una "figura negativa" si potrebbe dire,ma che solo in questo modo sapeva resistere al quotidiano; e ancora Tormenta,di cui su tutte è apprezzata la striscia "Il segno di una resa invincibile",indigesta come un sasso; e poi il grande Pertini, figura eroica ed eroicizzata della Resistenza che con Paz attraversa in lungo e in largo l'Italia in cerca di fascisti,burocrati e corrotti. Infine c'è Pompeo,ultima creatura prima della fine,a cui Paz fa dire "Esistono persone al mondo,poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano,o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugne su un milione di frasi,e miliardi di parole d'amore..". Pompeo è ormai vittima della siringa;Pazienza, nonostante si sia rifugiato in campagna e abbia messo su famiglia non ce la farà,e lascia il suo testamento spirituale proprio in appendice all'ultima apparizione di Pompeo: "..non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, casomai subito prima, o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho sempre fatto quel che ho voluto, senza badare acche' 'ste cose si potessero rivendere di su o di giu'. Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni."
Spero vi interessi,ciao.

3 commenti:

StèFaNo ha detto...

Bravo Alberto...era ora che qualcuno oltre ai soliti "gestori" scrivesse su questo bloggaccio....:-)

Pepaldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Pepaldo ha detto...

bravo spalmace pure l'insaponata, così invece de uno ce ne cascheno 10! (sharm el seik - lcd plasma - sky)